L’alga Nori nella skincare: vitamina C, A ed E, idratazione e protezione della pelle
Quando pensiamo all’alga Nori, la mente corre quasi inevitabilmente al sushi: le sottili foglie scure che avvolgono maki e temaki, il caratteristico sapore umami, la cucina giapponese.
Difficilmente penseremmo, invece, di trovarla all’interno di un trattamento cosmetico.
Eppure, dietro quella sottile foglia scura si nasconde un patrimonio di sostanze estremamente interessante anche per la pelle.
Le alghe del genere Porphyra, storicamente associate alla Nori e oggi ricondotte in parte anche al genere Pyropia, contengono infatti numerose molecole bioattive: vitamine, polisaccaridi, aminoacidi, proteine, pigmenti, carotenoidi, composti fenolici e mycosporine-like amino acids, conosciute come MAA.
Tra queste, alcune delle componenti più interessanti dal punto di vista cosmetico sono proprio le vitamine C, A ed E, insieme ai numerosi composti ad attività antiossidante e ai polisaccaridi caratteristici delle alghe rosse.
C'è poi un dato che sorprende particolarmente.
La Nori può contenere più vitamina C delle arance a parità di peso.
Il contenuto dipende dalla specie e dalle condizioni della materia prima, ma sono stati riportati valori di vitamina C particolarmente elevati nelle Porphyra. Questo rende la Nori una materia prima nutrizionalmente molto interessante e, soprattutto, introduce una molecola che conosciamo molto bene anche nel mondo della skincare.
La vitamina C, infatti, contribuisce alla protezione contro lo stress ossidativo ed è fondamentale per la normale biosintesi del collagene.
Ma non è l'unica ragione per cui la Nori merita attenzione.
La presenza contemporanea di vitamina C, vitamina E, carotenoidi e altri pigmenti antiossidanti, insieme a polisaccaridi e MAA, crea un profilo particolarmente interessante per formulazioni destinate a idratazione, protezione antiossidante, mantenimento della barriera e contrasto dei fattori ambientali coinvolti nel foto-invecchiamento.
È da questo mondo che nasce l'interesse cosmetico per PRODHYDERM® PORPHYRA.
Porphyra: molto più di un ingrediente del sushi
Con il termine Nori vengono comunemente indicate diverse alghe rosse utilizzate nell'alimentazione, appartenenti soprattutto ai generi Porphyra e Pyropia.
La tassonomia di queste alghe è stata oggetto di diverse revisioni e per questo nella letteratura scientifica possono comparire denominazioni differenti.
Dal punto di vista cosmetico, ciò che interessa non è soltanto il nome botanico, ma soprattutto la composizione molecolare della materia prima.
Le Porphyra possono contenere:
- vitamina C;
- vitamina A e carotenoidi precursori della vitamina A;
- vitamina E e altri tocoferoli;
- polisaccaridi;
- aminoacidi;
- proteine e peptidi;
- pigmenti;
- composti fenolici;
- carotenoidi;
- mycosporine-like amino acids.
Questa composizione spiega perché le alghe rosse siano diventate oggetto di crescente interesse nella ricerca cosmetica.
Non si tratta semplicemente di un ingrediente naturale.
È una materia prima che racchiude diverse famiglie di molecole con funzioni biologiche differenti.
Vitamina C: un grande concentrato
Se c'è una vitamina che associamo immediatamente alla skincare, è la vitamina C.
E la Nori ha una caratteristica sorprendente: alcune specie di Porphyra possono presentare un contenuto di vitamina C particolarmente elevato.
La vitamina C è un importante antiossidante e svolge un ruolo essenziale nella biosintesi del collagene.
Questo è particolarmente interessante quando parliamo di pelle matura o foto-esposta.
Il collagene è infatti una delle principali proteine strutturali del derma e contribuisce alla resistenza e alla struttura della pelle.
Con l'età e con l'esposizione cronica alle radiazioni ultraviolette, il metabolismo della matrice extracellulare cambia e il collagene viene progressivamente alterato.
La vitamina C partecipa alle reazioni enzimatiche necessarie alla formazione e alla stabilizzazione delle fibre di collagene.
Per questo la sua presenza rappresenta una caratteristica interessante di una materia prima destinata alla cosmetica anti-age.
Ma la vitamina C svolge anche un'altra funzione fondamentale: contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Ed è proprio qui che la Nori diventa ancora più interessante.
Perché la vitamina C non è isolata.
È accompagnata da altre molecole antiossidanti.
Vitamina E: proteggere i lipidi della pelle
La Nori contiene anche vitamina E, un'altra importante componente del sistema antiossidante.
La vitamina E comprende una famiglia di composti liposolubili, tra cui i tocoferoli.
La sua caratteristica più importante è la capacità di agire all'interno delle componenti lipidiche delle membrane cellulari, contribuendo a proteggerle dai processi di ossidazione.
Questo è particolarmente importante per la pelle perché i lipidi sono una componente fondamentale della sua struttura e della sua barriera.
Quando i lipidi vengono sottoposti a processi ossidativi, la loro funzione può essere compromessa.
La vitamina E rappresenta quindi una componente particolarmente interessante quando si parla di protezione antiossidante e mantenimento dell'integrità delle strutture lipidiche cutanee.
Ed è interessante osservare come vitamina C e vitamina E siano complementari.
La prima è prevalentemente associata alla fase acquosa dei sistemi biologici, la seconda alla fase lipidica.
Insieme fanno parte di una rete antiossidante molto più complessa di quella che si potrebbe immaginare guardando semplicemente l'elenco delle vitamine.
Vitamina A e carotenoidi: il legame con il rinnovamento cutaneo
Un'altra componente interessante della Nori è rappresentata dalla vitamina A e dai carotenoidi.
Qui è importante distinguere le diverse molecole.
Non tutti i carotenoidi sono vitamina A e non tutti hanno la stessa attività biologica.
Alcuni carotenoidi possono però agire come precursori della vitamina A, mentre altri svolgono prevalentemente funzioni antiossidanti.
La vitamina A è fondamentale per numerosi processi biologici della pelle e i suoi derivati sono tra le sostanze più studiate nella dermatologia cosmetica per il loro ruolo nella regolazione della differenziazione e del turnover cellulare.
I carotenoidi, invece, sono particolarmente interessanti anche per la loro capacità antiossidante.
Questo significa che la componente pigmentaria della Nori non rappresenta soltanto ciò che le conferisce il suo caratteristico colore.
Può contenere molecole biologicamente interessanti per la protezione contro lo stress ossidativo.
Una vera rete di antiossidanti
Ed è proprio questa combinazione a rendere la Nori interessante.
Non abbiamo una singola sostanza antiossidante.
Abbiamo una rete di differenti molecole:
vitamina C + vitamina E + carotenoidi + composti fenolici + pigmenti + MAA.
Ciascuna famiglia possiede caratteristiche differenti.
La vitamina C è idrosolubile e partecipa anche alla biosintesi del collagene.
La vitamina E è liposolubile e protegge soprattutto le componenti lipidiche dall'ossidazione.
I carotenoidi possono esercitare attività antiossidante e, in alcuni casi, fungere da precursori della vitamina A.
I composti fenolici contribuiscono alle proprietà antiossidanti di numerosi estratti vegetali e algali.
Le MAA aggiungono un elemento ancora più particolare: la capacità di assorbire determinate radiazioni UV, insieme ad attività antiossidanti studiate in diversi modelli sperimentali.
La Nori diventa quindi interessante non per un singolo “ingrediente miracoloso”, ma per la complessità del suo profilo bioattivo.
Polisaccaridi: quando la Nori diventa interessante anche per l'idratazione
Le vitamine e gli antiossidanti rappresentano solo una parte della storia.
Le alghe rosse sono particolarmente ricche di polisaccaridi, macromolecole che possono possedere una forte affinità per l'acqua.
Questa caratteristica è molto interessante nella cosmetica.
Alcuni polisaccaridi possono infatti contribuire alla formazione di film idrofili sulla superficie cutanea e aiutare a mantenere un ambiente più favorevole all'idratazione.
Una pelle adeguatamente idratata appare generalmente più liscia, morbida ed elastica.
L'idratazione può inoltre attenuare visivamente la profondità delle linee sottili legate alla disidratazione.
Per questo i polisaccaridi marini sono studiati come ingredienti cosmetici con potenziale idratante, filmogeno e protettivo.
Nel caso delle Porphyra, la presenza di polisaccaridi rappresenta quindi un'altra ragione per cui questi organismi sono interessanti per la formulazione di trattamenti destinati alla pelle disidratata o sottoposta a stress ambientale.
La barriera cutanea
L'idratazione è strettamente collegata alla qualità della barriera cutanea.
Lo strato corneo deve infatti mantenere un equilibrio tra acqua e lipidi per limitare la perdita d'acqua transepidermica e mantenere condizioni favorevoli all'omeostasi della pelle.
Quando la barriera è compromessa, la pelle può diventare più secca, ruvida e meno confortevole.
I polisaccaridi idrofili possono contribuire, a seconda della loro struttura e della formulazione, alla formazione di un film superficiale e al mantenimento dell'idratazione.
Per questo gli estratti di alghe rosse possono essere particolarmente interessanti nelle formule orientate al comfort, all'idratazione e al supporto della funzione barriera.
Non è però necessario attribuire a un polisaccaride lo stesso ruolo di una ceramide o di un lipide fisiologico.
Sono meccanismi differenti.
Ed è proprio questa diversità a rendere interessante una formula che combina differenti categorie di attivi.
MAA: il sistema naturale di difesa dalle radiazioni
Arriviamo a uno degli aspetti più affascinanti della Porphyra.
Le mycosporine-like amino acids, o MAA, sono piccole molecole presenti in numerosi organismi marini.
Sono particolarmente interessanti perché possiedono strutture capaci di assorbire determinate lunghezze d'onda della radiazione ultravioletta.
Tra le MAA identificate nelle Porphyra troviamo porphyra-334 e shinorine.
Queste molecole sono state studiate non soltanto per la loro capacità di assorbire UV, ma anche per le loro proprietà antiossidanti e per l'interazione con i sistemi cellulari di risposta allo stress.
Uno studio su fibroblasti cutanei ha analizzato proprio l'azione di porphyra-334 e shinorine sulla via Keap1-Nrf2, uno dei principali sistemi cellulari coinvolti nella risposta antiossidante.
In condizioni sperimentali di stress UV, queste molecole hanno mostrato un'attività associata all'aumento della risposta cellulare antiossidante.
È un dato particolarmente interessante perché collega direttamente una caratteristica biologica dell'alga alla ricerca sulla protezione cutanea.
Porphyra e foto-invecchiamento
Il foto-invecchiamento è uno dei principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo visibile.
Le radiazioni UV possono aumentare lo stress ossidativo e favorire processi che alterano la matrice extracellulare, comprese le strutture responsabili della resistenza e dell'elasticità della pelle.
Tra i protagonisti di questi processi troviamo le matrix metalloproteinases, o MMP, enzimi coinvolti nella degradazione delle proteine della matrice extracellulare.
Gli studi sulle MAA di Porphyra hanno quindi analizzato anche questi meccanismi.
In un modello murino di foto-invecchiamento, MAA ottenute da Porphyra tenera, contenenti porphyra-334 e shinorine, sono state associate a una riduzione di alcuni marcatori collegati alla degradazione della matrice e a una migliore conservazione delle fibre di collagene dopo esposizione ai raggi UV.
Si tratta di un risultato molto interessante per la ricerca anti-age.
Perché significa che l'interesse verso queste molecole non si limita all'assorbimento degli UV: vengono studiate anche per la loro possibile capacità di modulare le conseguenze biologiche dello stress fotoindotto.
Antiossidazione e protezione ambientale
La pelle non viene esposta soltanto ai raggi UV.
Ogni giorno entra in contatto con un ambiente caratterizzato da numerosi fattori di stress: radiazioni, inquinanti atmosferici e altri agenti ossidanti.
Le specie reattive dell'ossigeno generate da questi fattori possono contribuire all'ossidazione di lipidi, proteine e altre strutture cellulari.
Ed è proprio qui che una materia prima ricca di diverse molecole antiossidanti diventa interessante.
Vitamina C, vitamina E, carotenoidi, polifenoli e altre molecole presenti nelle alghe possono contribuire all'attività antiossidante complessiva dell'estratto.
Le attività antiossidanti degli estratti di Porphyra sono state osservate in diversi modelli sperimentali.
La combinazione di più famiglie molecolari rende quindi questa materia prima particolarmente interessante per formulazioni destinate alla protezione della pelle sottoposta quotidianamente a stress ambientale.
Porphyra e luminosità della pelle
Quando parliamo di antiossidanti, vitamina C e protezione dal foto-stress, arriviamo anche a un aspetto molto importante dal punto di vista cosmetico: la luminosità.
Una pelle sottoposta a stress ambientale e foto-ossidativo può apparire progressivamente più spenta e meno uniforme.
La vitamina C è da tempo studiata in cosmetica anche per il suo ruolo nel mantenimento di un aspetto cutaneo più luminoso e uniforme.
Gli antiossidanti, inoltre, contribuiscono a contrastare i processi ossidativi che possono influenzare la qualità complessiva della pelle.
Per questo il profilo della Nori è particolarmente interessante nei trattamenti rivolti a una pelle che appare spenta, stressata, disidratata o foto-esposta.
Non è soltanto un'alga: è una piattaforma di molecole bioattive
A questo punto diventa più facile capire perché Porphyra sia così interessante per la skincare.
Non stiamo parlando di una materia prima che possiede una sola funzione.
La Nori mette insieme differenti categorie di sostanze:
Vitamina C
Contribuisce alla protezione antiossidante e alla normale biosintesi del collagene.
Vitamina E
Contribuisce alla protezione delle componenti lipidiche dallo stress ossidativo.
Vitamina A e carotenoidi
Sono coinvolti nei processi biologici cutanei e, nel caso dei carotenoidi, possono contribuire alla protezione antiossidante.
Polisaccaridi
Sono interessanti per la loro capacità di interagire con l'acqua e per il potenziale ruolo idratante e filmogeno.
Polifenoli e pigmenti
Sono studiati per le loro attività antiossidanti.
MAA
Sono particolarmente interessanti per la capacità di assorbire determinate radiazioni UV e per le proprietà antiossidanti studiate in diversi modelli.
È questa combinazione a rendere Porphyra una materia prima particolarmente interessante per la cosmetica avanzata.
E PRODHYDERM® PORPHYRA?
PRODHYDERM® PORPHYRA nasce proprio dall'interesse cosmetico verso questa materia prima marina.
Il suo valore non è semplicemente quello di poter dire “contiene Nori”.
Dietro un attivo cosmetico esiste una tecnologia di estrazione e selezione che determina quali componenti della materia prima vengono effettivamente concentrate o rese disponibili nella preparazione.
Per questo è più corretto parlare di attivo cosmetico a base di Porphyra piuttosto che di semplice alga Nori.
L'interesse della materia prima comprende proprio quelle caratteristiche che abbiamo visto:
idratazione, componente polisaccaridica, attività antiossidante, vitamine, pigmenti e molecole fotoprotettive come le MAA.
Il risultato finale dipende naturalmente dal tipo di estratto e dalla sua concentrazione nella formulazione.
Ed è qui che la documentazione tecnica dell'attivo diventa fondamentale.
Come riconoscere Porphyra nell'INCI?
La parola “Nori” non compare necessariamente sulla confezione.
A seconda della specie e della materia prima utilizzata, nell'INCI possono comparire denominazioni come Porphyra Umbilicalis Extract, Porphyra Yezoensis Extract o altre denominazioni botaniche correlate.
L'INCI permette quindi di riconoscere l'origine botanica dell'ingrediente, ma non descrive da solo il suo intero profilo.
Due estratti ottenuti da alghe appartenenti allo stesso gruppo possono infatti differire per specie, processo estrattivo, solvente, standardizzazione e composizione finale.
Per comprendere realmente un attivo è quindi necessario andare oltre il semplice nome botanico e considerare la documentazione tecnica e gli studi effettuati sull'ingrediente specifico.
Dalla tavola al laboratorio
Il viaggio della Nori dal sushi alla skincare è quindi molto più interessante di quanto possa sembrare.
Una foglia scura che conosciamo soprattutto per il suo utilizzo alimentare racchiude una composizione sorprendentemente complessa.
Vitamina C, vitamina E, vitamina A e carotenoidi.
Polisaccaridi capaci di interagire con l'acqua.
Pigmenti e composti fenolici ad attività antiossidante.
Mycosporine-like amino acids capaci di assorbire radiazioni UV e oggetto di studi sulla protezione dallo stress fotoindotto.
È proprio questa combinazione a rendere Porphyra una materia prima così interessante.
Non perché sia un ingrediente miracoloso.
Ma perché la natura marina ha sviluppato una serie di molecole estremamente sofisticate per permettere a questi organismi di vivere in un ambiente esposto alla luce, all'ossigeno e a condizioni ambientali variabili.
La cosmetica prende questo patrimonio biologico e lo porta nel laboratorio.
Dalla Nori alla skincare, il passaggio non è quindi soltanto dalla cucina alla cosmetica.
È il passaggio dalla biologia marina alla cosmetica avanzata.
Ed è proprio in questo incontro tra natura, ricerca e tecnologia che nasce l'interesse per PRODHYDERM® PORPHYRA.
Studi topici direttamente pertinenti
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Mercurio, D. G., Wagemaker, T. A. L., Alves, V. M., Benevenuto, C. G., Gaspar, L. R., & Maia Campos, P. M. B. G. (2015). In vivo photoprotective effects of cosmetic formulations containing UV filters, vitamins, Ginkgo biloba and red algae extracts. Journal of Photochemistry and Photobiology B: Biology, 153, 121–126.
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Díaz, M. R., et al. (2021). Cyanobacteria and red macroalgae as potential sources of antioxidants and UV radiation-absorbing compounds for cosmeceutical applications. Marine Drugs, 19(1), 25.
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